Andrea's profileChi non sogna non fa sog...PhotosBlogLists Tools Help

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    February 11

    Oggi avrei voluto alzarmi in piedi e dire...

    Onestamente non ce la faccio più. Ogni Santa domenica in Chiesa il tema centrale dell'omelia sono i PACS e la famiglia... La cosa è insopportabile, perchè se fosse un dibattito, in cui puoi intervenire e dire la tua ok, dici quello che pensi e risolvi il disagio che provi in quel momento, sentendo dire cose che non condividi. Ma così, davvero, mi diventa difficile starmene lì seduto, giro la testa a destra e sinistra tentando di far finta di nulla, faccio delle smorfie con la bocca un po' scocciato perchè ogni occasione è buona per attaccare la sinistra. Ma qual è il problema? Faccio fatica a capirlo. Sembra che la difesa della famiglia sia diventato il non plus ultra, l'ultimo cardine, l'ultimo fondamento della religione da difendere ad ogni costo. E pensare che nel Vangelo, con l'eccezione dei rari episodi di vita familiare di Gesù si sentono molto spesso frasi come: "va', abbandona i tuoi cari e seguimi" oppure "i figli si solleveranno contro i padri, i padri contro i figli". Il messaggio del Vangelo secondo me è molto più incentrato sul senso comunitario che sull'identità familiare. Ma a parte questo, che è senz'altro dibattibile e discutibile, non riesco proprio a capire perchè la Chiesa debbe ostinatamente opporsi ai PACS ed in maniera così estrema e viscerale. Mi viene in mente una parabola, quella del padrone della vigna che assume gli operai a diverse ore del giorno, ed a fine giornata, dà a tutti la stessa paga. Coloro che sono stati assunti per primi si lamentano, perchè hanno lavorato tutta la giornata ricevendo lo stesso compenso di chi ha lavorato solo due ore. Ma il padrone risponde: "Io vi ho assunto stamattina promottendovi il salario di un denaro, e questo avete avuto. Ma non spetta a voi decidere quanto io debba pagare a chi è stato assunto soltanto poco prima del tramonto". Allora, davvero, cristianamente non capisco. Le famiglie fondate sul matrimonio godono di certi diritti. Questi diritti non vengono minimamente intaccati. Le famiglie formate da conviventi invece, grazie a questa proposta di legge del Governo, potranno godere di alcuni diritti basilari in materia di sanità (possibilità di assistere il convivente in ospedale) e assistenza e diritti sociali (reversibilità della pensione, subentrare nella locazione, assegmi familiari, alimenti in caso di rottura dalla convivenza e altro). Allora di che si lamenta la Chiesa? Alle famiglie nate dal matrimonio non viene tolto nulla. Anzi viene dato, si badi bene, solo qualcosa e non tutto, a quelle coppie che hanno scelto di convivere anzichè sposarsi. Lo Stato è libero di legiferare secondo la propria volontà, secondo le proprie esigenze, o meglio, secondo la volontà e le esigenze dei suoi cittadini. E questa legge, bisogna dirlo, era una necessità. Crescono le convivenze ed il numero dei matrimoni cala vertiginosamente, tra questi poi quelli celebrati con rito civile hanno superato in numero quelli religiosi, e allora la Chiesa che ha da lamentarsi? Non è solo colpa dello Stato se non riesce ad attrarre fedeli, è colpa della società, ma in parte anche sua... Così come lo stesso processo di secolarizzazione, lo Stato non ha il "dovere" di porvi rimedio, perchè grazie a Dio non viviamo in uno Stato Confessionale, come può essere invece l'Iran o l'Afghanista dei talebani... Viviamo in uno Stato liberal-democratico, che si basa sui principi dell'uguaglianza, e quindi in ragione di questi principi lo Stato ha il dovere e l'interesse di riconoscere diritti alle coppie che convivono. Anche per dare una soluzione ai problemi sociali che questo comporta. La famiglia, in Italia, è il primo dispensatore di welfare... ma se crescono le famiglie irregolari composte da conviventi questa funzione vitale rischia di non avere strumenti per realizzarsi. E qui è giusto che lo Stato intervenga, per risolvere questo problema. Lo Stato a differenza della Chiesa, non deve basare la sua azione sulla diffusione valori, ma sulle risposte ai problemi. E' questo il vero fine dello Stato, garantire il benessere e la convivenza dei cittadini, e non il rispetto dei valori particolare di alcuni (peraltro minoritari, visto che noi Cristiani praticanti siamo ormai la netta minoranza in quasi tutti i paesi occidentali). La Chiesa ha, lo riconosco, il sacrosanto diritto di diffondere il suo punto di vista, e qui riporto il mio sdegno verso chi la critica per questo. La Chiesa è un gruppo di pressione, una lobby (nessuno si offenda, politicamente non c'è nulla di male ad esselo) e come tale porta la sua posizione e fa pressioni sul governo perchè la legislazione rispecchi i suoi valori. Ma, personalmente, credo che la Chiesa dovrebbe tornare a occuparsi più di religione e meno di politica, lasciare a Cesare quel che è di Cesare, e concentrarsi su quello che va dato a Dio. Tornare ad essere solo una religione e non più una lobby. La crisi della famiglia è una realtà, e non si risolve semplicemente dicendo no ai PACS. Il trend verso una crisi della famiglia fondata sul matrimonio è già avviato e non da oggi, fa parte di un processo più ampio. Riconoscendo questa realtà lo Stato ha il dovere di legiferare per garantire tutele giuridiche ai suoi cittadini, lo Stato deve prendere atto di questa realtà e porre rimedi concreti, ma non può obbligare le giovani coppie a sposarsi. Si vuole incentivare il matrimonio e la natalità? Benissimo, lo si faccia, sarà nell'interesse di tutti, ma non può essere fatto a discapito dei diritti altrui, dei diritti di cui, non credente, ha liberamente scelto di non sposarsi. Non possiamo certo obbligare gli altri a credere e sposarsi, no? I PACS, o meglio Di.Co., danno diritti ad alcuni senza toglierne ad altri. Questo è il punto centrale... Danno a tutti i cittadini quei diritti di cui i parlamentari già godono in virtù di una legge approvata nei primi anni della Repubblica. Forse è il caso di smetterla con l'ipocrisia, con il voler essere i "campioni della Cristianità" quando si è divorziati o risposati, o quando si convive e si è convissuto per tanti anni... non faccio nomi perchè i nomi già li conosciamo. In politica chi difende i valori cristiani lo fa, troppo spesso, per interesse, per guadagnare qualche voto.. E con grande ipocrisia. Dovremmo smetterla, come comunità di fedeli, di incoraggiare questo atteggiamento. Pensiamoci, e prima di attaccare i PACS come se fossero la rovina dell'umanità, l'ultimo balurdo della nostra religione, chiediamoci se non ci siano molti altri valori che vengono infranti nel totale silenzio, politico e talvolta religioso.
     
    _andrea.

    Comments (4)

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    Andrea Ceronwrote:
    mi spiace ma non condivido quello che sostieni... "spillare soldi", questa è una espressione che si può usare nei confronti di un dentista, di una banca, o di una monarchia assoluta. un governo democratico non "spilla" soldi ai cittadini, preleva per erogare servizi pubblici. i soldi escono dalle tasche dei cittadini sotto forma di imposte, e rientrano come trasferimenti diretti o servizi. ma vabbè... ti faccio presente che le coppie restano libere di non sposarsi e di non sottoscrivere i di.co., chi vuole convivere senza che tale convivenza sia riconosciuta è libero di farlo, esattamente come adesso... non paga nessuna tassa in più! chi sceglie di fare un "pacs", se da un lato vede ridursi gli assegni familiari dall'altro ottiene benefici di tipo sociale e fiscale, ora non so se i benefit saranno superiori ai "costi", ma questa resta una libera scelta: il governo non impone niente a nessuno! anzi, regola una materia che necessita di legislazione.. la società sta cambiando, si chiama 'modernità', non so se ne hai sentito parlare.... e in questa modernità gli assetti della famiglia cambiano. lo Stato ha il dovere di regolare questa materia per tutelare le parti più deboli in un rapporto di convivenza...e spesso si tratta della donna convivente. bene, grazie a questo disegno di legge se l'uomo abbandona la convivente (nel caso la coppia abbia firmato il Di.Co.) dovrà pagare gli alimenti nel caso i due abbiano un figlio.... finora non accadeva e la donna si trovava ad essere una madre single, statisticamente spesso senza lavoro, abbandonata e senza la possibilità di manterene il proprio figlio. come si può essere contro una norma di questo tipo proprio non lo capisco..
    Feb. 19
    Caro amico;  ti sei chiesto per quale motivo due persone, capaci d'intendere e di volere, rifiutano il matrimonio, sia esso religioso che ci vile? Semplice. Sono individui che non vogliono sottostaare ai vincoli del matrimonio (diritti e doveri). E' una loro rispettabile scelta che non è assolutamente criticabile. Allora perchè lo Stato non deve rispettare questa scelta e vuole ad ogni costo imporre delle regole anche a costoro, che regole non ne vogliono?. Non credo alla buona fede di questo governo e credo che anche i DICO non son altro che un escamotage per spillare soldi anche a chi non è sposato. Se pensi che molte coppie sposate e conviventi all'anagrafe risultano separate, un motivo ci deve pur essere per giustificare questo comportamento. Due persone che lavorano e convivono, non cumulano il reddto famigliare e non superando alcuni parametri usufruiscono di benefici fiscali ai quali non possono accedere le faglie tradizionali. Questo  si chiama evasione fiscale, uno dei punti salienti del programma della sinistra e da dove cominciano a recuperare risorse? Proprio dalle famiglie siano esse tradizionali che di fatto. Praticamente, pagano sempre gli stessi, tanto poi conta il risultato finale per dichiarare: avete visto quanto siamo stati bravi a recuperare quattrini dall'evasione fiscale? Ma chi fin'ora non ha pagato continuerà a no pagare,
    Feb. 19
    Andrea Ceronwrote:
    vorrei rispondere perchè alcune cose non le condivido, però visto che non so se leggerai ancora mi fermo qua, non mi aiuterebbe discutere "da solo"
    Feb. 17
    Leb Lobwrote:
    la realtà è che la famiglia è in crisi perchè si sono creati dei "prodotti" succedanei.
    Mi spiego: da una famiglia inscindibile si è passati, con il divorzio, ad una famiglia a responsabilità limitata. Con i Dico, la cui validità è tutta da verificare, si passarebbe a cosa? 
    Ad un "changez la femme, ou l'homme" un'unione di fatto  che DI FATTO produrrà niente a lunga scadenza.
    Si crea una coppia che naviga a vista e con poco futuro.
    Pensare di avere figli, una casa, una vecchiaia insieme?  Non mi sembra un progetto pacsabile
    I PACS sono poco impegnativi, senza doveri ma con qualche diritto.
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    che i preti se la prendono con la sinistra... beh è "capibile".
    Aborto, divorzio ed i PACS sono battaglie di sinistra.
    Per la Chiesa il matrimonio è un sacramento cosa vuoi, che se lo mettano sotto ai piedi? E' ovvio che lo difendano
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    Da laico: che senso ha tutelare gli etero (hanno il matrimonio) i dico servono solo agli omosessuali per garantire dei diritti che altrimenti non potrbbero avere.  Per gli etero sarebbe solo una comoda scorciatoia
    Esiste già il matrimonio civile, risolubile e senza complicanze religiose.
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    Sull'ipocrisia dei vari Casini, Berlusconi sono d'accordo
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    Feb. 17

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